h o m e

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p e d a g o g i a

c a l e n d a r i o

c o n t a t t i

e n g l i s h

H  +  G

Di “Hansel e Gretel” è pieno il mondo del Teatro ragazzi italiano, anzi ne è quasi costipato, ma “H + G” di Alessandro Serra di Teatropersona, artista che seguiamo con vivo interesse da molti anni, è ancora una volta uno spettacolo assai particolare, che entra di diritto tra gli spettacoli che hanno segnato la storia delle messe in scena di questa famosissima fiaba raccolta dai Grimm.
Mario Bianchi, EOLO

Ma se abbiamo visto, negli ultimi anni, diversi esempi di lavoro con questo genere di alterità, in questo caso a caratterizzare gli attori è un livello tecnico sopraffino, che cancella del tutto la percezione di una distanza. Quando a guidare movimento e (rarefatta) parola è un ingranaggio così minuzioso, a contare, a parlare, a catturare è il ritmo organico di un passaggio di stato. E di fronte a una dinamica così sottile, finalmente diviene superfluo usare categorie come “teatro ragazzi”, perché l’animo chiamato in causa è quello puramente umano, che per fortuna non ha età.
Sergio Lo Gatto, Teatro e Critica

The performance is ice cold. Everything on stage amplify this feeling: the acting is unperturbed; the materials used (metals, wood, plates, straw) are also cold. Alessandro Serra creates a anti-Disney, poetical, lyrical and potent allegory for modern times.
Rui Pina Coelho, Sinais de Cena

Una disponibilità a essere nudi, a essere e basta, che proprio (e solamente) una regia rigorosa e controllata può far emergere. Tutti abbiamo sperimentato i danni del teatro fatto fare ai disabili in libertà «per esprimersi e per farli divertire, poverini»: una inutile ridda di mielosi cliché e stucchevoli buonismi. Qui si tratta di ben altro: un grado zero del performativo che coincide con l’essere semplicemente, profondamente, audacemente umani.
Michele Pascarella, Gagarin-Magazine

Si rimane avvinti dalla bellezza ipnotica, dall’atmosfera poetica e dalla sapiente drammaturgia con cui è costruito lo spettacolo.
Giuseppe Distefano, Artribune

A livello “spettacolare” ha colpito l’“H + G” diretto da Alessandro Serra che, lavorando sulle corde a lui congeniali, atmosfere cupe e ombre inquietanti, ha creato un impianto tanto semplice quanto efficace, di segni e di piccoli gesti reiterati.
Tommaso Chimenti, Il Fatto Quotidiano

Crudele, fantastica e metafisica, la storia narrata mostra una esattezza ritmica e una rara simmetria tra drammaturgia, movimenti scenici, luci e ricerca testuale.
Vincenzo Di Vita, Ateatro

Una rappresentazione che essenzializza la tragedia di un’esistenza priva di punti di riferimento ed esprime il senso della responsabilità individuale e relazionale, disvelando – finalmente con discreta originalità – la funzione educativa di un teatro impossibile da contenere in una limitante definizione anagrafica. Maieutico e commovente.
Daniele Rizzo, Persinsala

Convincente e intensa la prova di tutti I protagonisti, per un teatro che, ancora una volta, mostra più che dire, di cui Serra è superbo artefice.
Marco Menini, Hystrio

 

H  +  G